Pate’ di fegatini

Premessa : I fegatini di pollo … più AMORE o ODIO ???

Potrei iniziare con il parlare dell’etica della cucina del riciclo … ma qui c’è ben poco di riciclato, visto che ogni volta li compero apposta, pregustando quello che poi cucinerò : non importa che sia un paté … un arricchimento di un condimento o di una terrina, un sugo per le tagliatelle (pure  gli gnocchi non si offendono), o il ripieno di un arrosto..

Ogni volta li prendo semplicemente perché li adoro … poi fortunatamente costano anche poco …. ogni tanto capita … E poi qualcun’altro non li butta via.

Se avete letto il resoconto della mia vacanza irlandese, sapete che anche in vacanza non me li sono fatta mancare, accompagnati da una favolosa birra rossa.

Tornata a casa, vuoi per ricordare le vacanze … pure per un po’ di nostalgia .. o semplicemente perché erano mesi che non li usavo (non fanno parte della mia personalissima top ten di piatti estivi … ) .. comunque … sono stata la prima cosa che ho comperato per la prima cenetta-romantica-casalinga-post-viaggio .. attendendo un dimagrimento personale che probabilmente non avverrà mai se continuo a cucinare e a sfornare, come sto facendo in questi giorni (e ho pure appreso che gli sformati non escono solo dal forno … anche dallo specchio). Ma sento il freddo che sta per arrivare, mi devo preparare. Sensitiva … o para…

La  Conclusione : indubbiamente amore … per il gusto.      Odio … forse per la dipendenza … come tutti i grandi AMORI !!!

Le temperature sono cambiate, il sole  ha acquisito una luce completamente diversa,  le ombre sembrano essersi allungate, e io  guardo con bramosia i maglioncini leggeri … che sono debitamente rimasti fuori dall’armadio, appena usciti dalla valigia e gironzolano ancora per casa, nell’attesa di essere lavati e prontamente usati.

Ma veniamo alla ricetta, che è semplicissima, non sono ancora psicologicamente pronta per le cotture lunghe (ma a breve arriveranno):  si tratta di brasare i fegatini puliti e tagliuzzati, in padella, e la cottura richiede davvero poco tempo. Non come quei simpatici durelli o cuoricini .. tanto buoni … ma che richiedono un po’ più di pazienza.

Poi una frullata con un po’ di robiola, al posto del burro, per rendere più leggera la preparazione (non che il formaggio riesca a fare magie per l’altro valore nutritivo dei fegatini) e la ricetta è fatta. Un passaggio in frigo e il patè è pronto per essere spalmato su fragranti crostini di pane di semola caldo, appena sfornati dal forno (come l’ormai insostituibile pane di Brado e le Strie, che compero tutte le settimane al mercato contadino di Mantova, e che credo sinceramente contenga sostanze che danno dipendenza, dal momento che non posso farne più a meno).

Ingredienti  per 2 persone :

300 gr. fegatini di pollo – 1 cucchiaio di robiola – 1 scalogno – ¾ tazzina di marsala secco – 1 cucchiaio di capperi sottosale dissalati – 1 acciuga sottolio – sale e pepe – noce moscata – paprika affumicata – timo e salvia – brodo di carne – burro e olio e.v.o. – parmigiano grattugiato


PREPARAZIONE

Brasare lo scalogno tritato finemente con una nocina di burro e un filo di olio e.v.o..

Farvi sciogliere l’acciuga. Aggiungervi i fegatini e farli insaporire. Sfumare con il marsala secco e farlo evaporare. Aggiungere un pizzico di paprika e una grattata di noce moscata.

Bagnare con poco brodo, unire una foglia di salvia e un rametto di timo, salare e portare a cottura. Al termine eliminare le erbe aromatiche, regolare di sale e pepe e togliere dal fuoco.

Frullare i fegatini assieme ai capperi, la robiola e un cucchiaio di parmigiano; poi aggiustare di sale e pepe se occorre.

Versare in una terrina e far raffreddare completamente.

Conservare poi in frigorifero, servendo comunque a temperatura ambiente, insieme a crostini di pane tostato.

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