Irlanda – Parte II

Nel cuore del viaggio

Proseguiamo, e aumentano i chilometri percorsi (vi svelo già che alla fine saranno 3000 …. sembrano tanti .. ma anche pochi se ci fermiamo per un attimo a pensare  a tutto quello che possiamo davvero fare in quindici giorni : conoscere posti nuovi, incontrare nuove persone .. scoprire piatti sconosciuti .. e sopratutto fare una serie infinita di svolte o figure imbarazzanti; qualcuno prima o poi mi dovrà spiegare perché è così necessario e importante sbagliare strada. Non tanto per poterla correggere, quanto forse per riuscire ad andare oltre, più in là di dove ci saremmo fermati. )

Ma torniamo al viaggio … dopo esserci pigramente svegliati, e aver fatto colazione, questa volta con un burroso French Toast – l’inizio di un’escalation verso il mondo della colazione salata – ci buttiamo letteralmente  in macchina e ci dirigiamo verso Kylemore Abbey.

Una sorta di abbazia che è stata anche un castello, con una bella  e triste storia di amore alle spalle. Ma vi lascio tutta la scoperta per la vostra visita. Bella …. non ricchissima di interni … ma i giardini sono uno spettacolo. Anche in questo caso siamo stati molto fortunati, e il sole ci ha graziato mentre passeggiavamo fra i colorati fiori del walled garden e maestose querce. 

La Natura crea anch’essa dei propri castelli, cattedrali o piccoli monumenti…. perdendoci nel pomeriggio fra le strade, abbiamo scoperto un vecchio mulino ad acqua che è stato anche un monastero (una giornata di visita un po’ particolare). Ci siamo incamminati per una breve passeggiata nei dintorni e abbiamo riempito gli occhi e i polmoni di una Natura generosa e sorprendente, che riparte da dove l’ Uomo si è fermato.

Verso il mare, in questa zona, consiglio di non perdersi la Coral Strand (siamo nel Connemara), spiaggia di piccoli coralli, molto suggestiva, soprattutto se c’è bel tempo. Per una piccola pausa, annusare l’aria salmastra, riprendere possesso degli arti e contatto con la terra, invece, c’è sempre tempo.

Proseguendo per paesaggi che hanno quasi del lunare, che ci trasportano forse su un altro pianeta e ci fanno percepire ancora come nuovo e tutto da scoprire questo mondo. Infine siamo arrivati a Galway, città sulla costa.

Vi risparmio la descrizione del B&B in cui abbiamo soggiornato … credo di non aver mai visto un bagno più piccolo in una stanza. Per puro miracolo il wc non era all’interno della doccia … D’altronde nemmeno il proprietario aveva avuto il coraggio di aprire quella porta … ma il soggiorno è stato reso davvero divertente proprio dalla sua presenza : un musicista che suonava e cantava non appena aveva modo e tempo, dicendo battute di cui comprendevo il significato solo a metà.

Ha compensato il bagno …. è stato indubbiamente l’incontro più pittoresco di tutto il viaggio !

Per cena siamo andati al Kai Restaurant, piccolo locale, cucina moderna, ben presentata e cucinata, tutto estremamente curato. Ottima selezione di vini, anche al bicchiere e ambiente piacevolissimo, così come il servizio. Ci ritornerei in un istante. (Insalata di granchio e rape FAVOLOSA, come il sorbetto ai lamponi da URLO, che ci volete fare … mi ha stupito).

La Grande Meta

Il giorno successivo, sotto una pioggia battente, ed un vento tumultuoso … ci siamo diretti verso le Cliffs of Moher, fra le scogliere più belle  e suggestive che si possano vedere al mondo. Qualcosa di più di semplici rupi.

Il clima non era proprio l’ideale, infatti quella mattina il musicista ci aveva sconsigliato di andarci, proponendoci come alternativa delle “divertentissime grotte”  (che ci ha detto essere visitatissime e piacere molto ….) e  pure uno zoo … ma siamo stati irreprensibili (il perché é facilmente intuibile) : cliffs dovevano essere,  e cliffs sono state. E poi diciamocelo .. lo zoo posso vederlo ovunque. Per quanto riguarda le grotte, in questo momento mi sento semplicemente poco speleologa.

Prima di arrivare, durante la strada, ci siamo fatti tentare da una pausa golosa alla Hazel Mountain Chocolate , bellissimo negozio, caffè, cioccolateria e laboratorio dove si respira un profumo di cioccolato che incanta. Locale delizioso. Cioccolata Tentatrice. Ci siamo lasciati tentare e ha vinto lei. Come sempre.

Riprendiamo. Il mio cuore ha fatto un balzo di gioia quando siamo arrivati alla nostra destinazione e ho visto che le Cliff  (come le padroneggio …..) non erano chiuse per mal tempo … il problema delle nubi nelle foto sarebbe venuto dopo … ma ogni cosa a suo tempo.

Ci siamo diretti al Visitor  Centre e poi di corsa a sinistra. E’ iniziato il nostro cammino. In salita. Controvento. E poi in scivolata.

Bisogna spingersi un po’ in là, farsi passare le vertigini di cui soffro e andare oltre …. ma la vista toglie il respiro…. Stanno diventando molto turistiche, è vero … ma la bellezza è di tutti, è ovvio che tutti ci vadano. Agosto poi non è un mese da viaggiatori solitari.

Quando si è là … con il vento in faccia, non si sente nemmeno la pioggia o la fatica, perché il percorso è davvero lungo.

Ma è bello …  e il ricordo, il profumo dell’aria …  e io che scatto mentre mio marito mi tiene …. è tutto lì !!! Anche mentre scivolo e appoggio le mani nella melma e poi le ripulisco sull’erba bagnata …. sorridente e pronta a ripartire, cercando di arrivare a domani !!

Molta pioggia … molto umido … molto vento …. incredibilmente INDIMENTICABILE. Andarci è l’unico consiglio che posso dare.

Per ritemprarci dalle fatiche verso sera ci siamo diretti verso Doolin, e abbiamo cenato in un paese vicino. Ristorante antecedentemente consigliato dal B&B con infinite mail di scambio nei mesi precedenti, perse  fra reciproci ringraziamenti e parole di cortesia.

Sheedy’s, cucina irlandese con un tocco di francese : materia prima spettacolare e tecnica magistrale. Ho preso uno dei migliori piatti di agnello della vacanza.  E della vita. E pure le capesante, come proposta del giorno, avevano poche eguali.  Non dico nulla del cremoso al cioccolato e lamponi …Coccolati fino alla fine con gelee e fudge insieme a un americano (.. caffè …).

L’eleganza, la dolcezza, la squisitezza e professionalità della proprietaria hanno reso perfetta la nostra cena.

… forse anche l’aperitivo offerto di fianco al camino proprio in quella giornata, su una comoda poltrona, ha fatto la differenza, come dimostra l’espressione assorta dell’accompagnatore che sta decidendo se prendere o meno un’altra oliva speziata, o un secondo calice di vino, dopo le fatiche compiute… ci si comperava in fretta quel giorno !!!!

Il giorno successivo, dopo una lauta colazione a base di pancake con bacon e maple syrup … tutto assieme … e vi confesso che mi è piaciuta molto (il mio palato si stava piacevolmente ambientando), ci siamo diretti al Loop Head Lighthouse, uno dei due fari visitati in vacanza.

Alto, bianco e massiccio. Si erge trionfante e orgoglioso contro l’azzurro incontrastato del cielo e qualche cavallone nebuloso che scompare velocemente dalla nostra vista.

Non sono una grande esperta di fari, ma di storie romantiche si. Ed è stato affascinante essere catapultata in un mondo di  leggende e racconti di tempi perduti, mari impetuosi, onde altissime e coraggiosi guardiani del faro.

E viste stupefacenti. 

Per un pomeriggio alternativo, per una visita divertente, al limite del surreale,  consiglio di fare una capatina al Bunratty Castle con annesso Folk Park rievocativo.

E’ una sorta di microcosmo che vive di rivisitazioni in abiti d’epoca. E quanto mi piace tuffarmi in epoche non mie, poco importa che siano passate o future.

C’è un castello da visitare , con tutte le sue quattro torri, visitate a suon di gradini. Tanti gradini …in rispettosa processione.

E poi il villaggio folcloristico attorno, con la riproduzione delle case e delle botteghe di artigiani dell’epoca. Con tanto di camini accesi nei cottage : immagino per riprodurre l’atmosfera e anche l’odore di torba. E soprattutto il fumo negli occhi. E’ stato divertente sentire tutte quelle persone tossire, me compresa. D’altronde se ci si vuole immergere in un epoca, si deve respirare anche quell’aria, e così ho finito per rimpiangere i miei tanto  esteticamente deprecati termosifoni.

Poi animali svolazzanti .. e capre brucanti. E bei negozietti. Il tutto molto divertente, sia per grandi che bambini (senza dimenticare la mia attrazione preferita, un interessante palazzo d’epoca dalle atmosfere terribilmente cupe, come la gentilissima donna che accoglieva, ma molto affascinanti).

Verso sera ci siamo spostati verso la città di Adare. Estremamente piacevole da visitare. Una toccata e fuga, giustificata anche dal cenare in un delizioso ristorante, che ha fatto parte della meta : Adare 1826.

Sento ancora il sapore della loro deliziosa insalata di St. Tola (un formaggio di capra) con carpaccio di barbabietola, e una rib eye con patatine e  salsa dal gradevolissimo profumo di menta da primato. E non aggiungo altro. Fidatevi … ho fatto molto allenamento !!!!

Il giorno successivo riprendiamo faticosamente il cammino … sia per il peso che stiamo fisicamente acquisendo … che per le poche ore di sonno, che iniziano un po’ a pesare sulle gambe e in certi momenti pure sugli occhi .

Fra l’altro la macchina noleggiata ha preso un’abitudine simpatica : ogni tre giorni una gomma richiede il gonfiaggio …  ma conquistata la manualità, è diventato piacevole quasi come fermarsi a prendere un caffè …. ho detto quasi …. il lungo beep emesso dal sistema di gonfiaggio che segnalava il raggiungimento della pressione impostata mi risuona ancora nelle orecchie.

Colazione fatta .. gomme gonfie (speriamo) … siamo partiti e abbiamo proseguito verso Rossbeich Beach, splendida spiaggia da surfisti. Abbiamo visitato i dintorni, inerpicandoci sulle colline sabbiose che la cingono. E camminato con i piedi nudi, appena sfiorati dall’acqua fredda, che ci avvolgeva le caviglie, per poi ritornare da dove era venuta.

Partendo da Killarney, verso Kenmare, ci siamo arrampicati in alto, fino a raggiungere un punto di vista nascosto fra gli alberi, in mezzo ai laghi, all’interno del Killarney National Park. E ne godiamo lo spettacolo.

L’incredibile Lady’s View

E corriamo verso gli scenari di Star Wars della penisola DINGLE ….  grandi salite … qualche strapiombo … panorama MOZZAfiato, prima per l’ascesa ripida, poi per quello che si apre ai nostri occhi. E scattiamo, continuiamo a scattare. E a guardare, sbattendo gli occhi. Per non dimenticare nulla di quei momenti.

E’ la bellezza che ti aspetti … Paghi delle fatiche, ci siamo ritirati verso Killarney dove abbiamo cenato.

Giorno successivo : la nuova sfida è conquistare la Beara Penisula e Mizen Head, nella contea di Cork :  la stazione radio di Marconi.

Assolutamente DA VISITARE. Non è solo interessante se siete affascinati dalle trasmissioni radio. Si gode anche una vista SPETTACOLARE. Ci sono molti gradini, e diverse salite e discese, ma ogni punto nasconde una vista imperdibile. Marconi non deve essersi innamorato solo della moglie irlandese, anche dei bellissimi panorami. Degli scorci nascosti, che ti innalzano a privilegiato per averli visti.  O semplicemente fortunato.

La giornata scorre, persi fra scogli, occhi adoranti, birre, pub, open salmon sandwich e vegetable soup, come farebbe ogni irlandese.

Per cena, ci siamo fermati a Cork. Città molto moderna e popolosa. E abbiamo cenato da Greenes. Doppia identità, due locali adiacenti ma essenzialmente stessa struttura : Greenes è un moderno ristorante di cucina internazionale. Curato e preciso. Capesante e agnello come sempre ineccepibili. Una fluente chiacchierata con un cordialissimo cameriere marchigiano ci ha mostrato un’Irlanda vista con gli occhi di colui che è là per lavorare. Sempre scorci diversi.

L’altra identità invece è Cask, che invece soddisferà qualsiasi voglia di cocktail. Insomma … pre-cena, cena e dopocena assicurato !!!! Location decisamente trendy. Ma molto bella..

Il giorno seguente ha segnato l’arrivo di una delle decisioni più importanti della vacanza : la Full Irish Breakfast … diciamo metà … black pudding, un uovo, una sausage e bacon … non mi fanno più paura. Ormai hanno sostituito di prepotenza la mia Continental fatta di pane scuro (pure l’amatissimo soda bread),  cheddar e prosciutto.

Ci siamo quindi energicamente diretti verso il secondo faro della vacanza, l‘Hook Lighthouse.

Questo faro è più grande del primo; fu costruito su un castello, anticamente abitato da monaci, che illuminavano la notte del mare guidando le navi al sicuro.

Visita davvero molto interessante e interattiva durante la quale viene spiegata la storia di una delle strutture più antiche d’Irlanda. D’altronde ci sono veri fantasmi a parlarci dal passato …Brrrr……

E proseguiamo verso la Curracloe Beach (la spiaggia di “Salvate il soldato Ryan”) e la contea di Wexford.

Spiaggia immensa …. infinita … sterminata … con un vento potente … ma educato. Non  avremmo mai abbandonato quella piacevole sensazione.

Solo la curiosità di vedere come era la struttura del pernottamento ci ha convinto a correre in ritirata. Per quella notte avevamo scelto Churchtown House.

Non lo nego ….avevamo belle aspettative, ma è stato anche meglio del previsto : la struttura del diciottesimo secolo si trova all’interno di un grandissimo parco, ed è arredata con stile e mobili d’epoca. Ricercata ed elegante. Tranquilla e pacata, persa nella nebbiolina fra gli alberi che la circondano.

Se si aggiunge un’accoglienza gentilissima e una deliziosa colazione, diventa subito il posto dei miei sogni !!!!

Per cena, vi posso consigliare Wild & Native , poco lontano dalla struttura.  Mi sono fatta conquistare da steamed mussels (cozze al vino bianco, aglio e forse scalogno – dolci e polpose, con generosissimo aglio, ma favolose) e coda di rospo con capesante. Stesa e affondata. In tutti i sensi. Come a battaglia navale.

Sul finire di vacanza ci siamo diretti  verso Kilkenny, bellissima cittadina con un’interessante castello da visitare, in stile francese. E’ stata fatta una grande opera di restauro, ma è davvero bello e ben arredato.

Ci siamo rilassati per le vie della cittadina : vivace, graziosa e artistica, e ci siamo goduti il sole nei giardini del castello. Uno dei pochi momenti di relax della vacanza … stanchi ma felici. Sdraiati, a guardare una bambina asiatica che, muovendo i primi passi, è corsa verso di noi, inseguita a sua volta dai genitori, osservando un gruppo di bambini intenti a giocare a hurling, o scorgendo una giovane donna irlandese dai capelli rossi mentre spingeva una carrozzina.

Per cena, prima per un aperitivo .. e dopo per un cocktail, ci siamo fatti coccolare da Zuni .  Ristorante all’interno di un hotel in centro , con un comodo parcheggio vicino, se non si soggiorna nelle camere dell’albergo.

Deliziosi calamari fritti e succose e saporite costolette di agnello con una salsa al porto.

Al momento del dolce tuttavia mi sono fatta prendere la mano e ho dato il meglio di me : invece di ordinare una sontuosa Chocolate Ball (tipo questa) , ho richiesto orgogliosamente al cameriere una Chocolate BOMB … d’altronde … alla fine … quella era …. una bomba …. comunque è arrivata … e me la sono goduta. Con le risatine sommesse di chi mi stava attorno … prima di terminare beata la mia ultima scoperta : l’Irish Apple Brandy.

Nell’ultimo giorno di visita, ci siamo diretti e lasciati affascinare dalle Wicklow Mountains in tutto il loro spettacolo. Perfettamente in sintonia con la lieve nostalgia che compare già negli ultimi momenti di vacanza.

Abbiamo visitato Glendalough, sito di un antico monastero situato fra l’Upper Lake e il Lower Lake. Camminando fino alla Kevin’s Church e passeggiando fra le tombe, scrutando incuriositi tutte quelle persone che si facevano selfie con lo sfondo delle lapidi. Natura umana. Varia, colorata e curiosa.

E infine Powerscourt Estate .

In tutta la sua ricca opulenza.

Giardini e  parco che ci hanno tolto e ridato fiato : splendidi giardini all’italiana, in stile giapponese e piante di bellezza ed età commovente.

Per l’ultima notte, abbiamo dormito nelle belle camere di The Rooms at Bardons. Struttura nuova con stanza davvero ben arredata e moderna.

E ultimi pasti (neanche fossimo carcerati): cena al The Ballymore Inn.  Golosissima terrina di fegatini e poi filetto di manzo .. giusto per tenersi leggeri, visti i precedenti (e tralascio una sofficissima chocolate brownie cake con salsa al cioccolato e gelato alla vaniglia).

Per l’ultimo giorno, nell’attesa del volo aereo, abbiamo fatto un giro per Kildare e dintorni, non troppo lontano da Dublino, da dove siamo ripartiti. Così ci siamo consolati con un lauto pranzo da Hartes of Kildare.

Bellissimo gastropub dove non mi sono lasciata sfuggire una confortante zuppa di zucca,  un hamburger ineccepibile, e una torta alle noci pecan e maple syrup che mi ha fatto passare la lieve tristezza che accompagna quando si è al termine di una bellissima vacanza.

Con gli occhi rivolti verso il futuro, per scoprire quello che arriverà.

Ma per sempre nel cuore : per il sogno che è divenuto realtà. E per la realtà che  è stata anche più bella del sogno.

Con una nuova pecorella di peluche, che è stata l’indiscussa mascotte di tutta la vacanza, tanto da essersi meritata l’appellativo di TENERELLA. Tutti i giorni pronta ad aspettarci sul cruscotto come un secondo navigatore per l’avventura giornaliera.A fare da guardia alla macchina. Con il suo musetto nero, il riccio pelo sintetico e un sorriso cucito.

E la voce di un compagno di viaggio che, distratto da tanta bellezza, e forse per l’emozione, ignorando le indicazioni del navigatore – coperto forse dalle mie chiacchiere – spesso ripeteva ….. “Opps … abbiamo sbagliato strada … aspetta che giro …”.

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