Orecchiette nere con porri e aringa affumicata

E’ davvero raro che io faccia entrare in cucina qualcuno quando stò spentolando, perchè sono onestamente un pò “pesante” e due galli nel pollaio si sa benissimo che fine fanno… e ci tengo alla quiete familiare …
Ma quando faccio la pasta all’uovo è tutta un’altra storia : per me è sempre stato un momento di condivisione, un momento in cui chiaccherare … ed affaticarsi anche, ma sempre in compagnia.
In fondo ho sempre aiutato mia mamma a chiudere agnoli, ravioli e tortelli, e mi è sempre piaciuto moltissimo.
Perciò anche adesso, che sono sposata, se c’è l’opportunità, mi piace preparare la pasta all’uovo e se qualcuno in casa mi porge gentilmente il suo aiuto, tanto meglio.
In questo caso ho preparato le orecchiette al nero di seppia con la mia dolce metà, che per questi lavori è davvero molto paziente (chi pensate abbia la costanza e la calma di attaccare i bottoni in casa, se non lui ?? Io rischio di perdere 10 minuti a cercare di mettere il filo nell’ago .. inveendo contro crune troppo piccole e fili troppo spessi).
Ma per certe cose serve pazienza (per farle e per sopportar…mi).
E quindi questo è il nostro lavoro a quattro mani, questa volta un piatto davvero “nostro” !!!
E con questa ricetta partecipo alla divertente raccolta di Castagna e Albicocca , che hanno avuto questa idea davvero originale !!!

Ingredienti per 2 persone :
per le orecchiette nere :200 gr. semola di grano duro – 1 bustina nero di seppia – un pizzico di sale – 100 ml. acqua tiepida per impastare
per il condimento : 50 gr. porro pulito – 100 gr. aringa affumicata – latte – sale – pepe nero – aneto, maggiorana e timo – buccia di limone grattugiata – una nocina di burro – olio e.v.o. – 50 gr. circa di brodo vegetale -6/7 pomodorini datterini – 1 foglia di alloro

Procedimento
Setacciate la farina e fate una fontana. Mettete al centro un pizzico di sale e versatevi l’acqua tiepida con il nero. Iniziate ad amalgamare l’acqua alla farina e alla fine impastate, per 10 minuti circa. Fate riposare la pasta per almeno un’ora, coperta con pellicola trasparente a temperatura ambiente. Al momento di stenderla, prendete dei pezzetti di pasta e ricavate dei rotolini spessi circa un dito, tagliateli a tocchetti e poi stirateli con la punta arrotondata di un coltello sull’asse (tenendoli fermi con l’indice dell’altra mano) e rovesciateli sul pollice per ottenere delle orecchiette. Disponetele su un vassoio di cartone bene infarinate di semola. Fatele asciugare qualche ora prima di usarle.
Per il condimento : affettate molto sottilmente il porro. Rosolatelo dolcemente con un cucchiaio di olio ed un pizzico di sale. Bagnate con il brodo vegetale e cuocetelo dolcemente per 10 minuti, coperto con coperchio. Al termine insaporite con pepe nero macinato al momento, le erbe aromatiche tritate e buccia di limone grattugiata (regolate di sale, ma non eccedete). Tenete in ammollo nel latte l’aringa per 1/2 giornata (in frigo), così da farle perdere un pò il sale.
Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e privateli dei semini. Tagliateli a dadini. In una padella antiaderente, scaldate un cucchiaio di olio con una foglia di alloro. Aggiungete i pomodori e fateli insaporire per qualche istante. Salateli e pepateli, prima di toglierli dal fuoco. Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e fatela saltare nel condimento di porri, unitevi i pomodorini e l’aringa, precedentemente scolata, tamponata con carta assorbente e tagliata a pezzetti (abbiate cura di togliere le eventuali lische troppo grosse; quelle piccole sono masticabili e molto sottili) ed eventualmente qualche cucchiaio di cottura della pasta, se occorre.
Mantecate con una nocina di burro e servite.

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